Razionale Congresso
Il Congresso “Il Cuore un mare di onde difficili da cavalcare” torna nel 2026 in una veste nuova ma sempre con le forti motivazioni di sempre, quelle di portare sul territorio abruzzese le eccellenze della cardiologia nazionale ed internazionale per confrontarsi e migliorare le proprie conoscenze e condividerle con tutti i medici ospedalieri e del territorio.
La cardiopatia ischemica continua a rappresentare, nei Paesi occidentali, la principale causa di mortalità. Tuttavia, l’epidemiologia della malattia ha subito negli ultimi decenni profonde trasformazioni, in relazione sia all’implementazione delle strategie di prevenzione primaria e secondaria sia al significativo progresso delle opzioni diagnostico-terapeutiche. Attualmente, la maggior parte degli eventi ischemici, fatali e non fatali, si concentra nelle fasce di età più avanzata, delineando un profilo clinico ed assistenziale sempre più complesso.
Il trattamento delle sindromi coronariche acute, mirato al contrasto farmacologico e/o meccanico della trombosi coronarica, ha raggiunto elevati livelli di efficacia, contribuendo in modo sostanziale alla riduzione della mortalità a breve termine. Tali risultati sono stati resi possibili anche grazie al continuo perfezionamento dei percorsi diagnostici, che consentono un’identificazione sempre più tempestiva e accurata dei pazienti con infarto miocardico tra coloro che accedono ai servizi di emergenza per sintomatologia sospetta.
Parallelamente, l’evoluzione dell’approccio diagnostico e terapeutico alla fase acuta ha portato a una revisione critica del paradigma patogenetico tradizionalmente considerato invariabilmente trombotico. È ormai riconosciuto che l’infarto miocardico può manifestarsi anche in assenza di lesioni coronariche ostruttive evidenziabili alla coronarografia; tale condizione, tuttavia, non è necessariamente associata a una prognosi favorevole nel lungo termine. Rimangono inoltre aperte numerose questioni relative alla gestione dei pazienti ad elevata complessità clinica, quali coloro che necessitano di terapia anticoagulante orale per fibrillazione atriale concomitante o di nuova insorgenza. Una più approfondita comprensione dei meccanismi fisiopatologici condivisi tra fibrillazione atriale e malattia coronarica sta aprendo prospettive innovative per l’ottimizzazione della terapia antitrombotica e per un approccio integrato alle patologie aterotrombotiche.
Significativi progressi riguardano altresì il trattamento di specifici sottogruppi di pazienti con cardiopatia ischemica. Nei soggetti con malattia stabile, la scelta tra una strategia prevalentemente farmacologica e un approccio orientato alla rivascolarizzazione coronarica — percutanea o chirurgica
— rimane oggetto di dibattito scientifico. Al contrario, nei pazienti che si presentano in condizioni critiche, quali lo shock cardiogeno, si stanno progressivamente delineando strategie terapeutiche più efficaci, grazie all’evoluzione delle tecniche di rivascolarizzazione e all’impiego di dispositivi di
supporto meccanico al circolo.
Anche la gestione a lungo termine dei pazienti sopravvissuti a un evento ischemico acuto o affetti da malattia coronarica cronica è in rapida evoluzione. L’ottimizzazione della prevenzione secondaria si fonda sulla riduzione intensiva dei livelli di colesterolo LDL e sull’impiego mirato di combinazioni di farmaci antitrombotici a basse dosi, finalizzate a contenere il rischio di recidiva. Tuttavia, emerge con crescente evidenza la necessità di un approccio olistico al paziente, che integri gli interventi farmacologici con strategie volte al miglioramento complessivo dello stato di salute, includendo modifiche dello stile di vita, aderenza terapeutica e gestione dei fattori di rischio cardiovascolare.
L’incontro scientifico si propone di approfondire criticamente i temi sopra delineati, con l’obiettivo di favorire un confronto multidisciplinare tra esperti e partecipanti. La condivisione di percorsi decisionali e di evidenze aggiornate rappresenta infatti un presupposto imprescindibile per un appropriato orientamento terapeutico e per una razionale allocazione delle risorse sanitarie, in relazione a una patologia che permane la principale causa di morte nel mondo occidentale.
In linea con la crescente attenzione verso l’educazione sanitaria della popolazione sui rischi cardiovascolari, il congresso prevede, in apertura, una sessione divulgativa aperta anche ai non addetti ai lavori, programmata per il 14 maggio, con l’intento di promuovere consapevolezza e prevenzione a livello comunitario con l’introduzione dei resp.li scientifici Stefano Guarracini, Fabrizio Guarracini e Michele Di Mauro.